Estratto dal testo introduttivo di Jacopo Perfetti al catalogo “Tv Boy, Mash Up″ edito da Skira.
“Non rinchiuderti, partito, nelle tue stanze, resta amico dei ragazzi di strada.”
(Vladimir Vladimirovic Majakovskij)
00.1 Mash Up: Una storia.
Mash up è prima di tutto una storia. Una favola contemporanea che contiene al suo interno tante storie o, meglio, tanti frammenti di storie nei quali tutti possono ritrovarsi perché tutti ne sono stati attraversati. Una mostra articolata in cui il pubblico è invitato a immergersi tra le visioni e i colori di una contemporaneità frammentata e di un passato rimescolato e riproposto in chiave pop. Una storia raccontata attraverso tre momenti che sintetizzano le radici, la filosofia e lo stile dell’artista Salvatore Benintende, alias Tv Boy.
Nel primo capitolo della mostra, dal titolo ironico e provocatorio di Il-legale arte, abbiamo voluto raccontare le origini urbane dell’arte di Tv Boy, la sua crescita come icona della street art, la strada come mezzo d’espressione libero, e la sua evoluzione in artista pubblico. Il secondo capitolo, dal titolo Re Nudo, parla della filosofia di Tv Boy e del suo rapportarsi con il controverso mondo dell’arte visto attraverso una sensibilità genuina, quasi adolescenziale, che lo porta a stupirsi dell’Altro che diviene, nelle sue tele, strumento dialettico per la sua arte. La mostra si chiude con il capitolo Frammenti Pop dove Tv Boy produce alterazioni del tempo giocando con icone storiche già depositate nell’immaginario collettivo ma riproposte sotto le vesti auto-citazioniste del Tv Boy immerso nella natura del XX secolo. Non a caso, abbiamo voluto aprire questo catalogo con una citazione falsificata. Una meta-citazione di Majakovskij re-interpretata dall’artista che ne ha traslato il piano politico in piano artistico, de-contestualizzandone i termini. Non siamo più nel contesto politico della Russia d’inizio Novecento scossa dalla Rivoluzione d’Ottobre ma siamo in quello artistico dei primi anni del Duemila dove l’arte contemporanea è stata svuotata della sua essenza di arte pubblica e dove la sua unica speranza di rinascita sembra essere la strada.
00.2 Tv Boy: Mash-Artista.
Tv Boy è figlio del post modernismo e del mash up cross-mediatico. Le sue opere sono una carnevalizzazione bacthiniana del contemporaneo dove stili, citazioni e influenze si riversano sulla tela come frammenti di un passato dall’estetica street pop e dal retrogusto neo-punk. Partendo dalla strada come proprio mezzo d’espressione Salvatore Benintende, alias TvBoy, ha fatto della propria arte una sperimentazione continua di linguaggi comunicativi e artistici dove i mass media diventano allo stesso tempo ispirazione e negazione della propria ricerca. “Spegni la televisione e sii protagonista della tua vita”. Con questo messaggio, semplice e universalmente comprensibile, l’artista ha dato vita al suo alter-ego creativo, un bambino di pochi anni che con genuina sensibilità osserva un presente frantumato in flussi meticci e mescolanze di stili. Tutti elementi che si ritrovano nei lavori di Salvatore Benintende, tanto in strada quanto in studio. Osservare le sue tele è come guardare “Lo zoo di Venere” di Peter Greenaway o “Pulp Fiction” di Quentin Tarantino attraverso i frame frammentati della navigazione via etere. La sua arte è una meta-narrazione della contemporaneità fatta di rimandi e citazioni di un passato che rivive in un gioco a due dove lo spettatore viene invitato a partecipare al dialogo dell’Arte. TvBoy ha reinterpretato tutti i suoi eroi. Da Roy Lichtestein a Milton Glaser. Da Salvador Dalì a Andy Warhol, in una costante customizzazione del proprio passato. Nelle sue tele lo spirito rock – grunge delle copertine dei Guns and Roses e dei Nirvana si fa strada tra i feticci dell’iconografia e dell’immaginario pop attraverso una mescolanza ironica degno di un assemblage culturale alla Adrian Tranquilli. Come l’artista postmoderno mescola simboli antropologici e archetipi religiosi a supereroi e iconografie da fumetto, così TvBoy riflette con la stessa ironia sulle figure che hanno caratterizzato il suo tempo, alludendo ad un’incertezza, tipica di questo secolo, in cui “tutto è possibile e niente è vero”. La sua essenza di artista sta proprio nella sensibilità con cui osserva la realtà che lo circonda. Una sensibilità genuina, quasi adolescenziale, che, come per il fanciulletto di Pascoli, lo porta a stupirsi dell’Altro che diviene, nelle sue tele, strumento dialettico per la sua Arte. All’ironia del postmodernismo e alla capacità di mixare stili e strumenti tipica del mash up mediatico, l’artista aggiunge tutta la vis espressiva della street art, movimento che ha adottato fin dal suo nascere. In strada, Salvatore Benintende veste i panni di TvBoy, personaggio perso a metà strada tra la tenerezza del bambino e l’irruenza dell’illustrarocker, che lascia il proprio segno in giro per tutta Europa, dalle vie di Milano, dove è facile vedere suoi lavori, spesso affiancati a quelli di altri street artist, alle periferie di Barcellona che l’artista ha scelto come suo atelier creativo. La sua diviene così un’arte pubblica fruibile da tutti, che sorprende e irretisce. Affabula e stupisce. Riuscendo a resistere, grazie alla sua unicità, persino al terrorismo anti-graffito che, in questo periodo, domina Milano dove, senza criterio, tutti i muri della città stanno tornando grigi come la sua aria. Il modo migliore per conoscere l’arte di TvBoy è camminare per le vie delle città che lo hanno ospitato e cui l’artista ha regalato angoli di colori. Dal graffito con il poeta di strada ivan in Via Cassala a Milano alla slavina di sticker con cui TvBoy ha customizzato le città di tutta Europa. Tanto in galleria quanto in strada Salvatore Benintende riversa la propria arte, immaginando mondi onirici e sognando storie immaginifiche mentre scivola, con squisito equilibrio, tra arte e design, tra illustrazione e comunicazione invitando tutti a prender parte alla sua rivoluzione senza armi. Come out and play!